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Simona Gasperini | Circus op.5

270.00

Tecnica Mista

Supporto Carta

Base 24 cm

Altezza 33,5 cm

L’opera di Simona Gasperini viene venduta con il suo Certificato di Autenticità: opera originale, unica, firmata a mano dall’artista.

COD: InQArt#Gasp008 Categoria: Tag: ,

Opera unica del 2026 di Simona Gasperini, della Serie Circus.
Tecnica mista su carta tratta da antico volume originale carta Vaticana, registri della Biblioteca Apostolica dell’anno 1942, documenti fondamentali perché venivano annotati coloro i quali prendevano in prestito i libri dalla biblioteca del Papa durante il Rinascimento (principalmente nel XV secolo): una finestra sulla vita culturale del Rinascimento.

Il volume documenta le origini del prestito librario moderno in una delle istituzioni culturali più importanti della storia occidentale.
L’autrice e curatrice è Maria Bertòla, nota studiosa che ha lavorato presso la Biblioteca Vaticana, anno di pubblicazione 1942 (in fondo alla pagina si legge M.CM.XXXXII).

L’opera viene venduta con il suo Certificato di Autenticità: opera originale, unica, firmata a mano dall’artista Simona Gasperini.

SIMONA GASPERINI vive e lavora a Roma in Italia. Nelle opere di Simona reale ed immaginifico si incontrano all’interno di un’aura rarefatta e sospesa. Possiamo certamente parlare di ” elementi magici in un contesto realistico”. Simona Gasperini fornisce all’osservatore strumenti per evadere dalla realtà, lasciando però nel contempo, un varco, uno spazio per una immaginazione possibile. L’evasione dalla realtà rimane sempre legata ad essa in una chiave salvifica e di speranza verso il futuro.

 

Fra le recenti mostre di maggior rilievo, si ricordano:

  • Le Carrousel – Roma Art Week 2023
  • Bellezza: il fascino di Ruskaja – Roma 2023 (Accademia Nazionale di Danza)
  • Grand Tour – Roma 2023 (Von Buren Contemporary)
  • Blue Ciel – Roma 2025 (Casa Baitera)
  • Ciò che resta – Roma 2025 (Mostra bipersonale – Galleria Perencipe)

 

Il mio lavoro nasce dal bisogno di ascoltare ciò che resta. Raccolgo frammenti – vecchie lettere, fotografie ossidate, pagine strappate – perché in quelle tracce sento ancora pulsare una presenza. Il collage, insieme alla pittura e al segno, è il mio modo di avvicinarmi alla memoria senza forzarla, di lasciarla affiorare.